Sanzioni più severe per le opere abusive

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FINALMENTE UNA CONCRETA LOTTA AGLI ABUSI EDILIZI

Un emendamento 5 stelle (1) ha introdotto nel decreto legge 133/2014 nuove multe salate che potrebbero scoraggiare gli abusi e portare denaro fresco nella casse dei Comuni.

Il testo, prima firmataria Claudia Mannino (Deputata M5S), prevede che, qualora l’abusivo non demolisca il proprio manufatto entro 90 giorni dall’ordine di demolizione, questi debba pagare una sanzione da 2.000 a 20.000 euro e, qualora l’abuso sia realizzato in aree a rischio idrogeologico elevato o molto elevato, che la sanzione sia irrogata nella misura massima.

L’atto rappresenta un enorme segnale positivo che indica un’inversione di tendenza nella debole lotta al “cemento selvaggio”, che conta, secondo gli ultimi dati disponibili, circa 2 milioni di abusi edilizi ancora in piedi, di cui poco meno di un milione condonati e poco più di un milione senza neanche uno straccio di carta a giustificarne l’esistenza. Le cifre sono confermate dal risultato del censimento delle case “fantasma” (2) (perché in gran parte abusive) effettuato nel 2013 dal Fisco.

Gli abusivi – afferma Claudia Mannino – dovranno fare due conti. Se ad oggi, tutto sommato, delinquere gli conveniva poiché le demolizioni si contano sulle dita di una mano e loro abitano in immobili per i quali non si paga nulla allo Stato e ai Comuni (né oneri concessori, né IRPEF, né TARSU), la nuova sanzione potrebbe spingerli concretamente all’autodemolizione, non per ritrovato spirito ambientalista, ma per non nuocere al proprio portafoglio”.

Del provvedimento beneficeranno i Comuni: le entrate previste – potenzialmente 2 miliardi l’anno – sono destinate, infatti, totalmente a loro e sono vincolate alla demolizione e rimessione in pristino delle opere abusive e alla acquisizione e attrezzatura di aree a verde pubblico.

Per far marciare bene la macchina sanzionatoria è importante, comunque, che ognuno faccia la propria parte, compresi i dipendenti comunali, che dovranno infliggere le sanzioni economiche da mancata demolizione. Pertanto, nella disposizione sono state previsti appositi provvedimenti, anche economici, per i dirigenti “distratti”. Difatti, la mancata o tardiva emanazione del provvedimento sanzionatorio, fatte salve le responsabilità penali, costituisce elemento di valutazione della performance individuale, nonché di responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile del dirigente e del funzionario inadempiente.

 

Fonte

(1) Emendamento sull’abusivismo

(2) Censimento delle case “fantasma”

 

#risultatiM5S

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