Salvato l’art. 138 della Costituzione

art. 138

LA COSTITUZIONE E’ DI TUTTI

12 dicembre 2013. Il Movimento 5 Stelle ha vinto la sua battaglia contro i partiti che volevano derogare – in maniera illegittima – all’art. 138 della Costituzione dimezzando i tempi di approvazione delle modifiche costituzionali, all’insegna del paradosso per cui cambiare la Costituzione sarebbe stato più facile che approvare una legge ordinaria.

In particolare, l’art. 138 prevede una procedura più lunga e complessa rispetto a quella ordinaria che si giustifica alla luce del fatto che la Costituzione, al vertice della scala gerarchica delle fonti del diritto, contiene i principi fondamentali su cui si regge la Repubblica. Questo rigore ha la finalità di scongiurare il rischio che in tempi difficili e sull’onda dell’emergenza prevalgano le decisioni unilaterali ottenute con la forza.

costituzione

Il fondamentale risultato del Movimento 5 Stelle è ancora più evidente se si pensa che il tentativo di manomettere il testo costituzionale derogando alla procedura dell’art. 138 è stato posto in essere dal Governo Letta lo scorso agosto 2013, quando i cittadini italiani erano distratti dalle vacanze. Questo esito è stato scongiurato dal paziente ed efficace ostruzionismo del Movimento 5 Stelle che per salvare la democrazia e i principi democratici – nella rovente estate del 2013 – ha impegnato per giorni l’aula di Montecitorio.

Così ha dichiarato Roberta Lombardi (Deputata M5S in Commissione Affari Costituzionali): “Perché è importante questo articolo, l’articolo 138? La rigidità della Costituzione è parte essenziale della natura garantistica dei diritti dei cittadini nei confronti del potere politico. Le grandi rivoluzioni del Settecento – ce lo ha spiegato anche la mia collega Dieni, prima – si caratterizzano entrambe perché il potere politico può condizionare la vita, i diritti e le libertà dei cittadini singoli o liberamente associati e tutto questo deve trovare un limite. Tale limite venne individuato nelle Costituzioni e per essere tale, la Costituzione deve essere rigida, ovvero non modificabile nemmeno da una maggioranza, perché i diritti e le libertà non possono essere rimesse alla mercé della maggioranza di turno, qualunque essa sia. La nostra Carta ha voluto prevedere tutto ciò e ha, quindi, predisposto un meccanismo di irrigidimento che si materializza nell’articolo 138 e che è, dunque, la pietra miliare che garantisce la protezione dei diritti e delle libertà di tutti i cittadini nei confronti del potere politico e che ci rende ancora – speriamo non per poco – cittadini e non sudditi“. (minuto 2:53 del video)

 

IL DISEGNO DI LEGGE (NON APPROVATO) DEL GOVERNO LETTA

In sintesi:

  • prevedeva che per cambiare il procedimento di revisione costituzionale elaborato dall’Assemblea costituente del 1946 fosse sufficiente un comitato parlamentare la cui composizione era stata pensata sconfessando qualsiasi criterio di effettiva rappresentanza delle diverse forze politiche;
  • conteneva disposizioni del tutto contrastanti con i Regolamenti di Camera e Senato;
  • attribuiva al Governo il potere di avere sempre l’ultima parola sulle modifiche proposte dal Parlamento, il quale veniva completamente esautorato delle sue prerogative (volevano passare da un bicameralismo ad un semi-presidenzialismo);
  • dimezzava i tempi di approvazione delle modifiche costituzionali.

Art138

 

IL PARERE DEI COSTITUZIONALISTI

Ciò che più lascia perplessi di tutta questa vicenda è che il Governo abbia tirato dritto per la sua strada non curandosi minimamente dei pareri contrari di illustri costituzionalisti del calibro del Prof. Alessandro Pace e della Prof.ssa Michela Manetti in sede di audizione in Commissione Affari Costituzionali.

Anche la stessa Corte costituzionale in passato sul punto ha specificato: “La Costituzione italiana contiene alcuni principi supremi che non possono essere sovvertiti o modificati nel loro contenuto essenziale neppure da leggi di revisione costituzionale o da altre leggi costituzionali. Tali sono tanto i principi che la stessa Costituzione esplicitamente prevede come limiti assoluti al potere di revisione costituzionale, quale la forma repubblicana (art. 139 Cost.), quanto i principi che, pur non essendo espressamente menzionati fra quelli non assoggettabili al procedimento di revisione costituzionale, appartengono all’essenza dei valori supremi sui quali si fonda la Costituzione italiana” (sentenza n. 1146 del 1988)“.

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LA TENACIA DEL MOVIMENTO 5 STELLE AL SERVIZIO DEI CITTADINI

Se non avesse fatto slittare di un mese – da agosto a settembre – questa scellerata volontà dei partiti, se non fossero saliti sul tetto di Montecitorio per informare e sensibilizzare i cittadini su quanto stava accadendo, se tutto il Movimento 5 Stelle non si fosse unito in uno sforzo comune coinvolgendo l’Italia intera, a quest’ora l’illegale riforma della Costituzione sarebbe stata approvata.

Cosa sta facendo il Movimento 5 Stelle per l’Italia?

Ha salvato la Costituzione. Insieme a migliaia di cittadini.

 

FONTI

Resoconto di tutte le dichiarazioni dei parlamentari sulla modifica dell’art. 138 della Costituzione rese alla Camera il 1 agosto 2013

Testo approvato dal Senato

Testo non approvato dalla Camera

Sentenza della Corte Costituzionale n. 1146 del 1988 

 

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