Rinuncia a 42 milioni di euro di soldi pubblici

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UNA NUOVA POLITICA: FARE CAMPAGNA ELETTORALE TRAMITE IL VOLONTARIATO DEI CITTADINI ATTIVI

11 Marzo 2013. La politica si può fare anche senza soldi pubblici, il Movimento 5 Stelle lo ha dimostrato alle ultime elezioni politiche raccogliendo 9 milioni di voti.

Le attività necessarie per la campagna elettorale del Movimento 5 Stelle sono state realizzate grazie al volontariato dei cittadini attivi.

Tutte le altre spese connesse e correlate sono state sostenute grazie a circa 10.000 persone che hanno donato in media poco meno di 40 euro a testa per un totale di 774.208,05 euro (1). Le somme non spese (420mila euro) sono state devolute ad uno dei comuni – Mirandola – maggiormente colpiti dal terremoto del 2013 in Emilia (2). E’ possibile, ed è stato dimostrato, fare politica senza bisogno di soldi pubblici, garantendo la massima trasparenza sulle fonti di finanziamento.

Come affermato da Roberto Fico (Deputato M5S e Presidente della Commissione Vigilanza RAI): “Non si tratta solo di cifre, si tratta di ridefinire le priorità stesse della politica e il senso che questa deve assumere e ritrovare nelle istituzioni e nella vita del Paese. Il Movimento esiste perché i cittadini lo hanno costruito, mattone dopo mattone: c’è chi contribuisce con una donazione, chi mettendo a disposizione del progetto le proprie conoscenze o professionalità, chi ancora dedicando parte del proprio tempo. È un necessario cambio di mentalità e di paradigma che nobilita il nostro stesso vivere insieme. Solo ragionando come una comunità che percorre coesa una strada comune potremo porre le basi di un vero cambiamento nel nostro Paese“.

UNA NUOVA POLITICA: LA RINUNCIA AL FINANZIAMENTO PUBBLICO

Il Movimento 5 Stelle ha rinunciato al finanziamento pubblico – previsto dalle leggi in vigore per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici – e non richiederà né i rimborsi per le spese elettorali, né i contributi per l’attività politica. Si tratta di 42.782.512,50 di euro che appartengono ai cittadini (3). Il Movimento 5 Stelle li rifiuta esattamente come per le elezioni amministrative (4).

A conferma del diritto ai rimborsi elettorali da parte del M5S, la Gazzetta Ufficiale del 29 Luglio 2013 mostra l’ammontare che sarebbe spettato al M5S per l’anno 2013 per le elezioni politiche del 25 Febbraio 2013 (5), smentendo una volta per tutte le voci che indicavano il M5S come non avente diritto a tali rimborsi. La dicitura a margine della tabella a pagina 7 del PDF “Decaduti ex art. 3 e 5” significa che il M5S non ha ora più diritto a richiedere tali rimborsi poiché non ne ha fatto richiesta entro il 30esimo giorno dalle elezioni.

 

finanziamento pubblico

L’ABOLIZIONE DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI

20 febbraio 2014. Un referendum è la massima espressione della volontà popolare e nel 1993 i cittadini italiani si sono espressi chiaramente: hanno detto no al finanziamento pubblico ai partiti e in 20 anni la politica non si è mai mossa (6). Oggi Renzi è riuscito a far approvare l’abolizione del finanziamento pubblico diretto sostituendolo con un sistema di finanziamento basato sulle detrazioni fiscali delle donazioni private e sulla destinazione volontaria del 2 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (7). E’ davvero cambiato qualcosa?

Il Movimento 5 Stelle chiedeva (8):

  • la restituzione integrale delle somme illegittimamente percepite dai partiti dal 1997 ad oggi;
  • l’abolizione immediata di tutte le forme di finanziamento ai partiti (che invece restano fino al 2017);
  • tetto massimo per le erogazioni liberali a 30 mila euro (ora invece sono oltre i 110) per impedire di consegnare le sorti del Paese nelle mani di pochi facoltosi benefattori, che certamente non hanno a cuore la situazione dei milioni di cittadini ancora oggi costretti a finanziare i vizi di una classe politica degenere;
  • cassa integrazione per dipendenti di partito limitata al biennio 2014-2015 e non a vita (come è ora), perché è ingiusto garantire solo questi lavoratori, quando ogni giorno migliaia di operai lanciano continue grida di disperazione perché lo Stato si è dimenticato di loro e delle loro famiglie;
  • controllo costante e reale dell’operato contabile dei partiti;
  • sanzioni puntuali sia per i partiti che per le società di revisione dei bilanci dei partiti che commettono illeciti.

A causa della grave mancanza di queste disposizioni, il Movimento 5 Stelle ha deciso di votare contro la falsa abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Così (9) Roberta Lombardi (Deputata M5S in Commissione Affari Costituzionali): “Questo è quello per cui ci siamo battuti sin dal primo momento, perchè Noi del Movimento 5 Stelle non ci stancheremo mai di gridare il nostro NO ad un sistema del genere: perchè ci rendiamo conto di quante cose si potrebbero fare con tutti i soldi che i partiti hanno dissipato in questi anni per le imprese (e parlo ai 60.000 piccoli imprenditori che due giorni fa erano sotto questo palazzo ad implorare la politica di aiutarli a vivere), per il lavoro, per gli ammortizzatori sociali, per le pensioni che non ci sono più, per le energie rinnovabili, per la riduzione del debito pubblico, per il sussidio di disoccupazione, per il sostegno alle famiglie, per le infrastrutture davvero necessarie nel nostro Paese, per la tutela di un territorio devastato, per il servizio sanitario, per l’istruzione e la ricerca e ci fermiamo qui. Nonostante quasi un anno qui dentro, noi non siamo diventati come voi perchè vogliamo che questo Parlamento inizi a lavorare per risolvere i problemi reali di chi sta fuori dai palazzi del potere” (minuto 4:07 del video)

 

Come ricordato (10) da Vincenzo Santangelo (Senatore M5S in Commissione Industria, Commercio e Turismo) le modifiche del Movimento 5 Stelle avrebbero portato immediatamente nelle casse dello Stato 2,5 miliardi di euro” (minuto 7:26 del video)

 

Per concludere, a fronte di continui slogan del PD, ne suggerisce uno anche (11) Danilo Toninelli (Deputato M5S in Commissione Affari Costituzionali) “Se dovessimo dare uno slogan a questo disegno di legge governativo potremmo dire: «Le lobby si impadroniscono dei partiti, la politica ora è in mano ai grandi capitali e i partiti possono delinquere senza subire sanzioni». Queste sono le conseguenze concrete che votando il provvedimento, arrivato dal Governo e non sufficientemente lavorato per volontà della maggioranza, non per volontà del Movimento 5 Stelle, ora quest’Aula si accinge a votare” (minuto 2:17 del video)

 

ESSERE DIPENDENTI DEI CITTADINI O DIPENDENTI DALLE LOBBY E DALLA MAFIA?

9 dicembre 2014. Si è registrato un flop colossale (12) per il 2 per mille ai partiti nella dichiarazione dei redditi 2014, 2 per mille al quale il M5S aveva già rinunciato dall’inizio. E così il Partito Democratico ha ricercato finanziamenti tramite cene di fundraising per le quali il posto a tavola vale 1000 euro (13).

Il M5S si batte per ottenere l’elenco dei partecipanti ad una di queste cene del PD alla quale è certo abbia partecipato anche Salvatore Buzzi, il gestore degli affari della cupola a Roma, attualmente in carcere nell’ambito dell’inchiesta “Mafia Capitale” (14).

Il Movimento 5 Stelle continuerà a fare politica senza finanziamenti pubblici, per gli altri partiti servirà attendere ancora, ma – presto o tardi – riuscirà a fargli mollare il malloppo.

 

FONTI

(1) Donazioni ricevute dal M5S durante le elezioni nazionali 2013

(2) Grillo a Mirandola consegna le donazioni per la palestra di Quarantoli

(3) Rimborsi elettorali spettanti ai partiti per le elezioni 2013

(4) Rinuncia del M5S ai rimborsi elettorali in Sicilia dopo le elezioni amministrative

(5) Diritto ai rimborsi elettorali da parte del M5S (pagina 7)

(6) Referendum del 1993 sull’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti

(7) Testo di legge sull’abrogazione del finanziamento pubblico diretto

(8) Modifiche M5S per una vera abolizione del finanziamento pubblico

(9) Il discorso della Deputata M5S Lombardi sul finanziamento pubblico ai partiti

(10) Il discorso del Senatore M5S Santangelo sul finanziamento pubblico ai partiti

(11) Resoconto di tutte le dichiarazioni di voto dei deputati sull’approvazione del finanziamento pubblico ai partiti

(12) Articolo de La Repubblica sul flop del 2 per mille ai partiti

(13) Articolo de L’Huffington Post sulle cene PD

(14) Articolo de Il Fatto Quotidiano sulla presenza alle cene PD di Buzzi, indagato nell’inchiesta Mafia Capitale

 

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