L’introduzione del divorzio breve

bonafede

IL MOVIMENTO 5 STELLE CONVINCE LA MAGGIORANZA

27 aprile 2015. Nella discussione sul c.d. divorzio breve, i Deputati del Movimento 5 Stelle in Commissione Giustizia sono riusciti a far convergere gli altri partiti sulle proprie posizioni. Dopo circa 40 anni la legge sul divorzio viene modificata in uno dei suoi punti principali: il termine tra separazione e divorzio viene accorciato da 3 anni a 1 anno in caso di separazione giudiziale o, addirittura, a 6 mesi nel caso di separazione consensuale.

Il provvedimento era stato approvato dalla Camera il 29 maggio del 2014 e modificato dal Senato il 18 marzo 2015, era dunque tornato alla Camera per la lettura finale dove è stato votato con 398 voti a favore, 28 contrari e 6 astenuti.

Il divorzio breve comporterà per tutti i cittadini i seguenti effetti positivi: tempi più rapidi della giustizia in materia, riduzione del numero di cause, snellimento dei processi per le cancellerie, riduzione dei costi della giustizia per lo Stato e, soprattutto, chi intende divorziare risparmierà molto nelle spese per gli avvocati.

RIDUZIONE DEL PERIODO DI SEPARAZIONE A 6 MESI

La legge attualmente in vigore prevede che per formulare la domanda di divorzio debbano essere trascorsi almeno 3 anni dalla separazione consensuale (cioè con il consenso di entrambi i coniugi).

Il Movimento 5 Stelle, con la proposta di legge a prima firma del Deputato Alfonso Bonafede, aveva suggerito la riduzione di questo termine a 6 mesi: in nessuna delle proposte PD era inserito il termine di 6 mesi contenuto nella proposta M5S.

Il Governo aveva proposto di richiedere almeno 9 mesi per la presentazione della domanda di divorzio, ma dopo aver ascoltato il parere di esperti (esterni) la maggioranza parlamentare si è convinta sulla opportunità di ridurre il termine a 6 mesi al fine di incentivare l’accordo fra i coniugi.

SCIOGLIMENTO ANTICIPATO DELLA COMUNIONE DEI BENI

Con la nuova legge, si anticipa il momento dello scioglimento della comunione dei beni tra i coniugi: prima si realizzava solo con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione, ora la comunione «si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati».

 

Sulle motivazioni alla base della proposta di legge, Andrea Colletti (Deputato del Movimento 5 Stelle, Capogruppo in Commissione Giustizia) ha sottolineato: “Andiamo a favorire le coppie che si mettono d’accordo, che non creano traumi per la propria famiglia, per i propri figli e per il sistema giustizia” (minuto 0:50 del video)

 

Nello stesso senso Alfonso Bonafede (Deputato del Movimento 5 Stelle in Commissione Giustizia) ha dichiarato: È una conquista civile, perché, preso atto che la separazione è sempre una fase dolorosa, in quanto rappresenta inevitabilmente e oggettivamente il fallimento di un progetto di coppia e di famiglia, è assurdo pensare di tutelare quella famiglia ingabbiando la coppia in un termine burocratico di tre anni, quando quella coppia ormai ha preso atto di quella crisi e della definitività di quella crisi” (minuto 1:13 del video qui sotto)

L’idea che il Movimento 5 Stelle sappia solo dire di “No” è una grande falsità, riportata quotidianamente da alcuni giornalisti e parlamentari in malafede. Di seguito il video della dichiarazione di voto di Bonafede in Aula alla Camera dei Deputati dove cita alcuni esempi (dal minuto 4:25) che dimostrano che a dire di “No” in questi mesi sia stato semmai il PD, spesso – e questo è ancora più grave – dopo aver già inizialmente votato a favore di proposte del Movimento 5 Stelle.

 

FONTI

Resoconto di tutte le dichiarazioni di voto dei deputati sull’approvazione del testo sul divorzio breve

Proposta di legge a prima firma di Bonafede

Testo definitivo pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 6 maggio 2015

 

#risultatiM5S

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